Culture diverse possono convivere?

 

Certo che gli incontri possono avvenire anche tra culture diverse, e insieme creare qualcosa di molto interessante, come un matrimonio, non sempre avviene tra conterranei, e poi si scopre che la combinazione genera un buon equilibrio.

A volte mi piace unire ingredienti insoliti, provenienti da altre culture. Come in questo caso,  la patata dolce e arancione, l’avocado e il finocchio. America, America Latina e Italia. Infatti due mondi perfettamente in equilibrio.

Si dice matrimonio ben riuscito, anche quando si parlano due lingue diverse ci si può comprendere perfettamente, e chi se lo aspettava che riuscisse così bene!!

Mi piace fare dell’ironia sui miei piatti. Mi infondono emozione.

Il piatto che propongo è perfettamente equilibrato dal punto di vista nutrizionale, per la combinazione di amidi e grassi, e paradossalmente la patata dolce è ben bilanciata sul piano dell’indice glicemico. A differenza della patata comune. Quindi niente paura per i diabetici.

Andiamo alla ricetta:

Ingredienti per 2 persone

  • 2 Patate dolci bio una bianca e una arancione
  • 1 Avocado maturo
  • 1 Finocchio
  • 1 c.io salsa tahina (facoltativa)
  • Gherigli noci tritate
  • Succo di limone q.b.
  • Olio evo q.b.
  • Olio piccante q.b.
  • Sale
  • Pepe
  • erbe aromatiche a piacere

Preparazione

Lessare le patate in acqua bollente per 30″ facendo la prova stecchino, fare attenzione alla cottura, quella arancione potrebbe essere pronta in meno tempo, devono risultare comunque sode e non sfatte.  Raffreddare in acqua,  pelare e tagliare a dadini regolari, dividere in due ciotole e condire con olio,  limone, sale e pepe.

Lavare e tagliare a striscioline sottili il finocchio,  metterlo a bagno in acqua fredda con un po’ di succo di limone. Tagliare l’avocado eliminare la scorza e il nocciolo, aggiungere succo di limone e pressare la polpa con un forchetta,  oppure frullare con il minipimer; aggiungere un po’ di olio piccante (se piace della salsa tahina).

Tritare i gherigli di noci.

Con un coppapasta da circa 7/8 cm. alternando, strati di patata bianca,  noci tritate due gocce di olio piccante, continuare con uno strato di crema di avocado, uno strato di patata arancione, noci tritate e 2 gocce di olio piccante, terminare con tre quenelle di salsa di avocado e la chiffonade di finocchi ben sgocciolati e asciugati,  far cadere qualche goccia di olio piccante. E una spolverata di pepe. Erbe aromatiche, finocchietto, aneto e prezzemolo.

Buon appetito!

 

 

 

 

 

Gli indispensabili

Un buon cuoco o uno Chef stellato, per prima cosa ha in dispensa le erbe, le spezie e gli aromi, che in genere si prepara da solo o si fa preparare. Dopotutto non a caso la cucina ha origini antiche come il mondo. Oggi con i prodotti già pronti si è perso un po’ quell’abitudine di prepararsi le basi indispensabili,  quelle che non dovrebbero mai mancare nella dispensa. Quelle che poi danno un tocco originale al piatto che fungono da insaporitori  che ne esaltano l’essenza, naturale.  Invece che usare surrogati che ne modificano la natura,  nonché di dubbia provenienza.

Infatti nelle cucine dei ristoranti,  ho visto molto spreco di prodotti che potrebbero essere utilizzati e dare valore a piatti anche super stellati. E’ anche dovere di un buon cuoco salvaguardare l’ambiente evitando gli sprechi, ed aiutare l’ecosostenibilà, e utilizzando  prodotti di origine biologica o biodinamico. (Dico questo perché recentemente mi è capitato di vedere fuori da un ristorante cassette piene di gambi di carciofi pronti per essere gettati.)

Un mio contributo all’ambiente e all’ecosostenibilità,  è acquistare  nei negozi biodinamici oppure dai piccoli  produttori, che non fanno uso di  semi o concimi chimici e pesticidi di vario genere. E’ anche un buon modo per far crescere piccole aziende che lavorano in modo etico e rispettoso per il pianeta…
E utilizzare il prodotto in tutte le sue capacità,  per ridurre al minimo gli sprechi.

Prendiamo ora dei limoni ovviamente biologici.  Nel mio caso,  quando ne ho una esigua quantità, preparo tutte le scorzette che andrò a tritare finemente suddivise in varie parti: tritato fresco per la preparazione di dolci, creme, e biscotti. Aggiunto a zucchero di canna e poi lasciato ad essiccare.  Per dell’olio aromatizzato al limone conservato in un vasetto di vetro.

Le mie basi per una buona e sana cucina sono le erbe. Che amo particolarmente e che mi coltivo da sola.

Per me è come dare un tocco di lusso ai piatti,  E’ un po’ come condire la vita.

Ne uso in abbondanza nei soffritti oppure sulle verdure a vapore o stufati,  il trito di aghetti di rosmarino e limone, si conserva molto bene in un vasetto e si mantiene per diversi giorni in frigorifero. Fare  dell’olio aromatizzato, e utilizzare a crudo, ad esempio sui legumi, aromatizzare del sale, o del peperoncino. può essere conservato più a lungo,  essiccandolo all’aria. Tagliata a striscioline o a dadini, aggiunta alle tisane.

Ottengo ora del succo che si conserva molto bene in bottigliette di vetro in frigorifero, così è sempre pronto all’uso.  Emulsionato con olio di oliva ricavo una citronette, da utilizzare sulle insalate o per le marinate. Oppure come starter per le cagliate dei formaggi freschi vegetali. Per la preparazione di marmellate e gelatine ecc.

Questo sistema mi consente di avere sempre la dispensa fornita, degli ingredienti indispensabili, e freschi, per il mio tipo di cucina. Per risparmiare tempo durante la preparazione dei miei piatti. e anche un buon  risparmio economico, se consideriamo i costi dei prodotti confezionati, questo è anche essere un consumatore consapevole.

E sinceramente quando eseguo queste operazioni, il fatto di sporcarmi per così dire le mani, (questo per me è un lusso) essere a stretto contatto con qualcosa che arriva dalla natura, osservarne tutte le sfumature, i colori, annusare l’aroma intenso, le sensazioni al tatto, e a tutti gli altri sensi.   Mi induce sempre a meditare, sul grandioso dono della natura.

Questo è il mio suggerimento di oggi.

Buon lavoro!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Crumble di mele al cocco sabbiato

Un tipico dolce inglese, che mi ritrovo a fare spesso per la sua rapidità di esecuzione, e che io ho soprannominato salva dessert, l’idea dell’ultimo momento,  e anche salva frutta, a volte succede di avere  nel cestino della frutta delle mele che hanno perso l’aspetto bello sodo, in genere usando sempre frutta di origine biologica, è un peccato buttare via un prodotto ancora ottimo. Ovviamente quando è possibile salvarlo.

La mia versione di crumble ovviamente è personale senza l’uso di burro, e  invece di usare della normale farina di grano, per darle un gusto un  po’ esotico ho usato della farina di cocco e l’olio di cocco. E invece che la vaniglia,  della scorza di limone tritata finemente al coltello. E le mele le ho grattugiate a julienne, in questo modo la base resta molto morbida.

I passaggi sono pochi e semplici. Il risultato è ottimo, croccante fuori e morbido dentro. Sprigiona un gradevole profumo di cocco e di vaniglia nell’insieme. con sentori di cannella,  e aroma di limone e mela. Delicato e aromatico al palato. Nulla da invidiare al classico crumble inglese.

Ingredienti per 4 crumble monoporzione

  • 3/4 mele golden bio
  • 2 cucchiai di succo di un limone fresco bio
  • scorza di un limone  bio tritata finemente
  • 1/2 c.ino di cannella in polvere
  • 200 g. di farina di cocco bio
  • 50 g. di olio di cocco bio
  • 80 g. di zucchero di canna chiaro

  Preparazione

Prepariamo due ciotole di vetro, sbucciamo le mele e grattugiamole a julienne, irroriamo subito con succo di limone, prima che anneriscano, spolveriamo con la cannella e mescoliamo. Nell’altra ciotola versiamo la farina di cocco, lo zucchero, l’olio di cocco e la buccia di limone finemente tritata al coltello, (questa operazione consentirà al limone di conservare gli oli essenziali contenuti nella buccia). Mescolando con le mani dobbiamo ottenere un composto sabbioso.

Questo dolce si presenta molto bene servito in cocottine monoporzione, ma in mancanza si può usare una comune tortiera e suddividerlo poi nei piatti da dessert.

Con poco olio di cocco spennelliamo le cocottine e versiamo delle porzioni uguali di mela e pressandola leggermente. Procediamo con il composto sabbioso, stenderlo senza pressarlo.

Inforniamo in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti circa la superficie dovrà risultare dorata ma non troppo scura. Sforniamo, lasciamo intiepidire, questo dessert può essere servito freddo ma anche tiepido, e per un tocco di classe finale leggermente cosparso di polvere o di pagliuzze d’oro edibile.

Buon appetito!

Lassi di mele e cannella

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Una delle mie abitudini quotidiane, è uscire al  mattino abbastanza presto, per fare una camminata che duri almeno un ora. Avere un cane che si chiama Oliver e doverlo portare fuori, è anche una buona scusa che mi consente di respirare l’aria fresca,  (in questo periodo direi fredda) dell’alba,  però mi piace molto iniziare così la giornata, c’è molta più energia.  Ho la fortuna di abitare in un posto bellissimo Bellagio la perla del lago di Como, un luogo che regala percorsi diversi, con scenari naturali e meravigliosi.

Al mio rientro invece del solito caffè a volte mi piace variare, sopratutto per non cadere nella monotonia alimentare. Appassionata di cucina e di sperimentazione, ho controllato tra gli ingredienti della mia dispensa, e tra le idee, e dai miei recenti studi, sulla cucina Ayurveda ho associato sei buoni ingredienti per fare un lassi tipico della saggezza di questa cucina,  consigliato per prima colazione.

Ingredienti per 2 persone

  • 2 mele
  • 2 datteri
  • 250 ml. di latte di mandorla
  • 100 g. di fiocchi di avena
  • cannella in polvere
  • 1 c.no di semi di chia
  • 1 stecca di cannella per decorare

Preparazione

Sbucciare le mele, togliere il torsolo e tagliare a pezzetti , dividere a metà i datteri eliminare il nocciolo. mettere nel mixer o nel bicchiere del minipimer insieme ai fiocchi di avena, al cucchiaino di semi di chia, 1/2 cucchiaino di cannella. Versare il latte di mandorla e azionare fino a ottenere un composto cremoso. Suddividere nei bicchieri, spolverizzare con un pizzico di cannella in polvere e con la stecca tagliata a pezzetti.

Ecco una sana, raffinata ed elegante colazione, per iniziare la giornata carichi di energia.

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Verdure golose le 7 note della salute

Un ottimo rimedio  per l’inverno, è mantenere un’alimentazione ricca di energia, che aiuta a difendersi dal freddo, e a disintossicarsi dalle cattive abitudine e dallo stress quotidiano, e quindi a prepararsi al rinnovamento primaverile.

Il cibo fresco e vitale, equilibrato, rappresenta un buon rifornimento di energie, provenienti dall’esterno, diminuisce i rischi legati all’inquinamento atmosferico, migliora le difese immunitarie dell’organismo prevenendo l’influenza e altri disturbi invernali.

Frutta e verdura sono alimenti protettori per eccellenza. Vanno scelte come sempre. fra quelle di stagione, che contrariamente a quello che si potrebbe pensare sono numerose.

Adoro le minestre, sopratutto in questa stagione, e in quella che propongo sono presenti 7 ingredienti principali prettamente stagionali.

Andiamo a prepararla.

Ingrediente per 4 persone.

  • 500 g. di zucca mantovana bio
  • 500 g. di sedano rapa bio
  • 300 g. patata dolce bio
  • 300 g. di carote bio
  • 300 g. cannellini lessati
  • 200 g. di cavolo nero bio
  • 4 C. di olio evo
  • sale q.b.
  • rosmarino tritato
  • salvia tritata
  • scorza di limone tritata
  •  1 foglia di alloro
  • acqua calda q,b.
  • 1 c.no di salsa di soia

Procedimento

La sera precedente circa 12 ore mettete a bagno i fagioli cannellini in acqua leggermente salata con un foglia di alloro, dovranno essere coperti di almeno un dito. La mattina successiva scoliamoli e mettiamoli a cuocere in abbondante acqua salata, (l’acqua per la cottura deve essere tre volte il volume dei fagioli.) aggiungiamo un mazzetto aromatico di  rosmarino salvia e alloro, legato con uno spago da cucina. Portiamo a ebollizione per un ora abbondante.

Se si volesse saltare questo passaggio possiamo usare anche dei fagioli cannellini già lessati preferibilmente in barattolo  di vetro, anziché in lattina.

Tritiamo finemente la scorza di limone, gli aghetti di rosmarino e le foglioline di salvia, peliamo tutta verdura la zucca anche privata dei semi e dei filamenti interni,  e cubettiamo,  il sedano rapa a striscioline regolari,  la carota e la patata dolce a cubetti. mettiamo da parte tenendo  tutto separato in una vaschetta. Puliamo le foglie del cavolo dalla gambo più duro, e tagliamolo a striscioline.  Scaldiamo l’acqua, ne servirà circa 800ml.

In una grande casseruola scaldiamo l’olio, mettiamo il trito di rosmarino salvia scorza di limone tritati e la foglia di alloro, facciamo soffriggere dolcemente un paio di un solo minuto mescolando. e in ordine di cottura inseriamo prima la carota per un paio di minuti, poi la zucca e il sedano rapa sempre mescolando per un paio di minuti.

Aggiungiamo gradualmente l’acqua e lasciamo prender il bollore prima di aggiungerla tutta, aggiustiamo di sale, a lasciamo cuocere per 20 minuti, a questo punto aggiungiamo le striscioline di cavolo nero, e cuociamo per altri 10 minuti, devono risultare croccanti e non disfatte, controlliamo la sapidità, a questo punto preleviamo dai fagioli una parte che andremo a frullare grossolanamente lasciando interi gli altri, aggiungiamoli alla minestra, controlliamo di avere una consistenza cremosa ma non asciutta.

Serviamo in piatti fondi, in modo elegante e raffinato, irroriamo con un filo di olio piccante qualche goccia di salsa di soia, Dev’essere servita ben calda. Il profumo fumante e aromatico fa di questa semplice minestra un piatto molto invitante , gustoso e IMG_7795.JPGperfetto per la giornate fredde.

Per dare un tocco di originalità,  e completezza al piatto  ho aggiunto alla decorazione, delle sfere di spuma di latte di mandorla, e foglioline di salvia e rosmarino. per richiamare le erbe con cui è stato aromatizzato.

Buon appetito.

 

 

La mia musica alcalina

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La musica alcalina è una vera e propria esplosione  di colori e anche di suoni. Perché paragonare un  insalata a una musica? perché ti induce ad ascoltare,  a masticare per assaporare, a sentire tutte le note che sprigiona alle papille gustative e a tutti i nostri sensi: a percepire ogni ingrediente di cui è composta; dal fruttato dolce succulento e frizzante, alla morbida scioglievolezza al delicatamente aspro ma dolce al contempo, alla croccantezza sonora per la bocca per l’udito.

Un capolavoro musicale che si compone di sette ingredienti: Personalmente non credo nelle diete, ma in un’ alimentazione sana ed equilibrata che tiene conto dei nostri bisogni senza sconvolgerci l’esistenza e creare inutili stress, ritengo che sicuramente il cibo  preparato in casa con ingredienti freschi genuini e di ottima qualità, sia il modo migliore per ritrovare l’equilibrio fisico e metabolico, ascoltando i propri sensi, prima, durante e dopo,  assaporando con tranquillità senza ingurgitare qualsiasi cosa ci passi davanti, un buon sistema per mangiare meno, al di la delle scelte culinarie, e proprio quello di prepararselo da soli, dall’antipasto al dolce.

Cucinare e un gesto d’amore quotidiano, è  una cura costante, verso noi stessi e verso le persone che amiamo.

Il primo passo e ripulire il frigo e la dispensa da qualsiasi cibo confezionato, preferire ingredienti freschi e di stagione e del nostro territorio, programmare i menù settimanali e fare la spesa, e anche un buon modo per evitare sprechi, economici e materiali. Creando una stile di vita più sano e sostenibile.

Quindi ora si suona.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1  finocchio  bio
  • 1 avocado bio sodo e maturo
  • 1 arancia rossa bio
  • 1 melagrana
  • 100 g. di spinacini freschi, bio  o cicorino
  • 100 g. di soncino fresco
  • 100 g. di noci tritate
  • olio evo
  • succo di limone
  • scorzetta di limone tritata
  • sale q.b

Preparazione:

Laviamo le insalate e lasciamole un po’ a bagno in una bacinella con acqua, in questo modo risulteranno belle croccanti,  tagliamo in quattro parti il finocchio e affettiamolo finemente nel senso della lunghezza, e lasciamolo in una bacinella con dell’acqua acidula con poco succo di limone. Con un coltellino ben affilato tipo spelucchino peliamo l’arancia al vivo e togliamo la pellicina anche agli spicchi, mettiamo da parte in una ciotolina. Togliamo la buccia alla melagrana e sgraniamola, conserviamo in una ciotolina.  Sgusciamo e tritiamo grossolanamente le noci e teniamo da parte, tritiamo al coltello un paio di fettine di buccia di limone. Apriamo a metà nel senso della lunghezza l’avocado togliamo il nocciola e la buccia. Affettiamo sottilmente appoggiato su un tagliere formando un ventaglio, irroriamo con un po’ di succo di limone.

Procediamo con l’impiattamento, se preferite potete usare un unico piatto da portata dove ognuno si serve,  oppure potete disporre delle ciotole individuali, date sempre sfogo alla vostra creatività; disponendo gli ingredienti in questo ordine, fate un letto con le insalate a foglia verde ben sgocciolate e asciugate, condire con un emulsione di olio e succo di limone, e poco sale, disponete a raggi le fettine di finocchio ben sgocciolato e asciugato, gli spicchi dell’arancia, cospargiamo con le noci tritate e i grani di melograno, disponiamo a ventaglio o come più ci piace l’avocado, saliamo e irroriamo con l’emulsione di citronette e cospargiamo con la scorza di limone tritato.

Presentate il vostro piatto colorate invitante accompagnato da fette di pane possibilmente fatto in casa.

Io l’ho servito a Natale come piatto d’entrata con un pane a ciambella farcito, con olive capperi e pomodorini secchi.

Si apre il sipario!

Buon ascolto.

 

 

 

 

 

Un ragù senza sacrifici

 

Un ragù senza sacrifici cosa può significare? Per sacrificio per prima cosa io intendo senza l’uso di derivati animali, può significare anche senza sprechi, o anche senza il sacrificio per il nostro organismo riguardo a ciò che comporta il laborioso lavoro di  un ragù diciamo tradizionale, l’acidosi che ne deriva.

Ma non voglio dilungarmi in questi argomenti, vi consiglio solo di provare questo ragù.

Il mio ragù senza sacrifici è esclusivamente vegetale, perché fatto con verdure e legumi, in questo caso lenticchie, ( ricche di zinco, un minerale che ci aiuta a far funzionare meglio le difese immunitarie sopratutto in questi mesi freddi, proteggendoci da virus e batteri.)

Da un mio recente viaggio in umbria ho portato a casa delle lenticchie tipiche della zona,  dalla forma mignon e verde, e si sono prestate molto per fare questo ragù perché mantengono la cottura senza sfaldarsi.

Quindi ne ho ricavato una preparazione molto particolare,  secondo le mie scelte nutritive, più sana, più digeribile e molto golosa.

L’ho usato per condirne della pasta molto originale, un gradito regalo, di semola di grano duro trafilata in bronzo di origini campane, precisamente di Torre Annunziata. l’originalità si presenta nelle dimensioni di un maccherone gigante lungo ben 53 cm. infatti per cuocerlo ho dovuto spezzarlo in 4 parti uguali, il risultato ottimo è dato dal metodo di  lavorazione che dona a questa pasta una consistenza rugosa, questo le consente di assorbire molto bene il condimento.

Ingredienti per 4 persone:

  • 250g. lenticchie verdi piccole
  • 1  gambo di sedano verde bio
  • 1 carota arancione bio
  • 1 carota viola bio
  • 1/2 porro bio, anche la parte verde
  • 1/2 finocchio bio
  • 1 foglia di alloro
  • Rosmarino tritato finemente
  • Salvia tritata finemente
  • Scorza di limone bio tritata finemente
  • 1 barattolo di salsa di pomodoro
  • 50 ml di olio evo
  • Peperoncino q.b.
  • Olio al peperoncino
  • Acqua q.b.
  • Sale dell’himalaya

Procedimento

In un setaccio fine risciacquiamo le lenticchie e le mettiamo a bagno per qualche ora in una bacinella con acqua leggermente salata e una foglia di alloro,  nel frattempo laviamo tutte le verdure, prepariamo una vaschetta dove sistemare allineate tutte le verdure cubettate tenendole separate  e procediamo con i vari tagli,  peliamo le carote e le tagliamo a cubetti regolari, togliamo i filamenti dal gambo di sedano e lo cubettiamo,  togliamo le foglie più esterne dal finocchio e tagliamo a cubetti anche il gambo, tagliamo il porro in 4 parti uguali in senso verticale e ogni parte in due e riduciamo anche questo a quadratini regolari.

Separiamo gli aghi di rosmarino dal rametto e le foglioline di salvia, con un pela patate tagliamo della buccia di limone in senso verticale, cercando possibilmente senza la parte bianca. Tritiamo finemente il tris aromatico.

Scaldiamo leggermente una pentola capiente, mettiamo l’olio e il trito aromatico, e un pizzico di peperoncino, mescolando lasciamo insaporire un minuto, poi inseriamo in ordine prima le carote e lasciamo insaporire 5 minuti, poi il sedano 2 minuti, il finocchio e il porro. Lasciare insaporire bene il condimento per 10 minuti mescolando, aggiungiamo le lenticchie scolate con la foglia di alloro, e sempre mescolando facciamo cuocere 10 minuti.

Infine aggiungiamo la salsa di pomodoro, dopo pochi minuti 100 ml di acqua calda, aggiungiamo il sale, portiamo a bollore e cuociamo per 40/60 minuti con pentola semicoperta, mescoliamo e controlliamo di tanto in tanto che non asciughi troppo in questo caso aggiungiamo dell’acqua calda. A fine cottura assicuriamoci che della consistenza ne troppo densa ne troppo liquida.

Portiamo a ebollizione dell’acqua salata e cuciamo la pasta che abbiamo scelto, condiamo abbondantemente con il nostro ragù senza sacrifici, impattiamo elegantemente cercando di fare una piccola collinetta sulla cima mettiamo un cucchiaio di ragù e irroriamo con qualche goccia di olio piccante, e decoriamo con rametti di rosmarino e salvia e un peperoncino.

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Buon appetito!!!

Aspetto le vostre preparazioni e i vostri commenti.